LA DECADENZA DELL’IMPERO ROMANO ISPIRA I POPULISMI DI GIORGIA & ARIANNA

L’Impero Romano mostrava una magnificenza esteriore straordinaria e impressionante, che però celava al suo interno una profonda e radicata grettezza di usi e costumi, imposta con fermezza dai potenti al popolo. Da questo contesto storico e culturale deriverebbe, in parte, il moderno populismo che caratterizza molte delle attuali destre postmoderne, le quali non a caso si ispirano proprio all’aspetto più superficiale, simbolico e ritualistico praticato dai nostri antichi antenati, come ad esempio il tristemente noto saluto romano.

Duemila anni fa, uno dei principali svaghi del popolo romano consisteva nell’assistere al Colosseo a crudeli esecuzioni di condannati, i quali venivano sbranati da bestie feroci come leoni e tigri, oppure agli scontri all’ultimo sangue tra gladiatori coraggiosi, che combattevano duramente per intrattenere il pubblico e soddisfare l’umore dell’imperatore. Quest’ultimo, con un semplice gesto del pollice, decideva infine se risparmiarli o condannarli a morte, un gesto che oggi potremmo paragonare al pollice verso di un like negativo sui social media, pur con le ovvie e profonde differenze nelle conseguenze che ne derivavano.

Dal fasto maestoso e innovativo della Domus Aurea di Nerone, che rappresentava un autentico capolavoro architettonico e artistico per l’epoca antica, il potere è scivolato lentamente ma inesorabilmente nel kitsch materialista e volgare del lusso sfrenato del Bunga Bunga di Silvio imperatore, simbolo di un’era decadente e superficiale, per poi precipitare ulteriormente nei bassi, squallidi e deprimenti eccessi dell’attuale ultradestra dominante.

L’imperatrice Giorgia Meloni, insieme all’ancella sorella Arianna, nota per le sue invettive da portinaia insofferente verso i giornalisti, trattati come condomini fastidiosi, e l’uomo del citofono Salvini, con il carisma di un amministratore di case popolari che ricopre il ruolo di ministro delle infrastrutture della Lego, figure politiche estremamente populiste, aspirano a lasciare un segno storico con opere mastodontiche come il Ponte sullo Stretto di Messina. Tentano disperatamente di nascondere il vuoto profondo e l’inconsistenza del loro operato, ben consapevoli che le malefatte si dimenticano rapidamente, così come il nulla che producono nel panorama politico e sociale nazionale e internazionale.
Mava Fankù by Emyliù

