Emyliu’ – METEMPSICOSI DI UNA CHANTEUSE – Videoriprese, Fotografie, Racconti

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Emyliù al Festival de “La Rampa” di Cirò Marina, canta “Sono bugiarda”, cover di Caterina Caselli

Tutto ebbe inizio con la trasmigrazione di Milly nel 1980, per metempsicosi appunto, subito dopo un recital al Teatro Eliseo di Roma. Emyliù era un ragazzino, frequentava un collegio come esterno a Roma e viveva con l’anziana zia Rosina, che passò anch’ella a miglior vita nello stesso anno. Lesse la notizia su una rivista, forse l’Espresso, ma non conosceva Milly e non l’aveva mai sentita cantare. Rimase subito affascinato dall’articolo su questa cantante d’altri tempi, ritratta sul palcoscenico proprio come si immaginava nei suoi sogni da bambino cantante, dopo essersi esibito a 10 anni a un festival canoro, La Rampa di Cirò Marina, cantando “Sono bugiarda” (I’m a Believer, scritto da Neil Diamond) nella versione di Caterina Caselli, al femminile, senza adattarla al maschile, perché era un bambino transgender ante litteram, con un’impronta da “mezzafemmina”, così come lo chiamavano nel suo paese d’origine, un soprannome che a lui appariva magico e non ancora discriminatorio.

MILLY

Così cominciò a fare ricerche su Milly Carla Mignone, scoprendo la sua vita e la sua straordinaria carriera di cantante e fine dicitrice, e andò alla Ricordi di Piazza Venezia a Roma per scoprire la sua voce: trovò un’audiocassetta piena di canzoni che gli sembrarono subito meravigliose, cominciando a cantarle insieme allimportante voce di questa donna minuta che colmava la scena, una voce con dei colori e una grana affini alla sua voce.

Emyliù ritiene Milly la sua vera maestra di canto e di scena, l’essenza stessa del teatro canzone, il sogno che ha sempre avuto di raccontare storie cantando. Ha realizzato questo sogno componendo canzoni sue, nonostante non conosca la musica, creando a cappella motivi e testi, e poi vestendoli di note grazie a Svetlana, una talentuosa pianista russa, conosciuta fatalmente su YouTube. Lei ha arrangiato alcuni brani che vi faremo ascoltare più avanti, su questa pagine in work in progres, anticipandovi ora il più teatrale, dal titolo che è tutto un programma:

“Minotauro Borderline”, eseguito al Lumen di Firenze in una recente estate durante uno spettacolo dedicato a racconti di persone “non conformi”, con Vita Palamanca e Jasmine Piattelli, per la Queer Week dell’Estate Fiorentina, diretta artisticamente da Valerio Bellini, nella performance Sorelle Fatali(tà)

Ma prima delle sue “figlie canzoni”, c’era stata la metamorfosi di Emyliù, che da bozzolo era diventata crisalide, pronta a spiccare il volo. Era un freddo dicembre nel primo decennio del nuovo millennio, quando partì da Roma per Torino, diretta in un locale chiamato Evadamo, dove avrebbe cantato sette canzoni per la notte di Capodanno. Ogni brano veniva accompagnato da un cambio d’abito, e sul palco si alternava con una drag queen straordinaria, capace di imitare alla perfezione Loretta Goggi, Raffaella Carrà, Patty Pravo e altre icone della musica italiana. Le canzoni che Emyliù interpretò furono: Insieme, Quizás, Quizás, Quizás, Bésame Mucho, Un año de amor, Ragazza di Ipanema, Ma l’amore no, e L’immenso.

Una delle persone che organizzavano la serata, la venne a prendere alla stazione e durante il tragitto, ascoltando i suoi racconti sul modo in cui immaginava sé stessa sul palco, la definì una “drag queen seria”. Emyliù, che ammirava profondamente le drag queen, non si sentiva all’altezza di quella definizione, considerandosi solo una chanteuse. Tuttavia, il suo piccolo concerto in quella magica e onirica notte fu un successo straordinario. Oggi, con il senno di poi, può dire di aver realizzato il sogno di una vita: stare su un palco come una chanteuse d’altri tempi, vivendo una carriera breve ma intensa, simile alla fragile e splendida esistenza di una farfalla.

Ale con Emyliù

Il video seguente rappresenta il ricordo più prezioso e caro nella memoria di Emyliù, poiché cattura l’artista durante una serata musicale davvero speciale, presentata da una persona straordinaria e indimenticabile, Andrea Berardicurti, conosciuto artisticamente come La Karl Du Pignè, che purtroppo ci ha lasciati alcuni anni fa. Nella descrizione del video, Emyliù esprime con emozione: “Questo video mi commuove profondamente, con Andrea La Karl che mi introduce in un locale… Mi diceva sempre che gli piaceva molto come cantavo; anche se non funzionavo come drag queen, come artista chanteuse potevo comunque partecipare alle sue meravigliose serate come una vera guest star ♡”

LA KARL DU PIGNE’ presenta EMYLIU’ al Touch Lounge di Roma

Altra persona importante per l’espressione musicale di Emyliù Chanteuse è l’artista di origine brasiliana Leila Pereira Daianis, attivista e presidente del centro trans Libellula, che la introduce in spettacoli e locali della capitale.

Così incontra altre artiste straordinarie, come Renata Evans, con cui si esibisce diverse volte. Nei video successivi, la vediamo durante un meeting di musicisti a Zagarolo e poi al Cinecittà Pub.

Nel finale di questo video scoprirete la meravigliosa compagnia di artiste sudamericane.

PH A.C. QUBE ROMA – EMYLIU’

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